Cosa serve quando "c'è bisogno", un racconto di Lucia 26 Gen

Scritto da  comunicazione

Un po' di numeri sull'emergenza neve appena trascorsa:

60 volontari, 5 mezzi, 22 accompagnamenti per terapie sanitarie obbligatorie, 56 interventi in emergenza, 15 consegne di generi di prima necessità, 42 servizi di taxi farmaco, 60.000 kg di sale, 2968 chiamate e 60 ore di conversazione, 765 messaggi privati e 379 commenti su questa pagina facebook, 24.000 accessi unici al nostro sito.
E poi, oltre i numeri, ci siamo noi. C’è la stanchezza, ci sono le divise ad asciugare sui termosifoni, c’è qualcuno che canta le canzoni di Frozen mentre nevica e qualcun altro che dorme tra un turno e un altro. 
Ci sono i volontari che hanno lasciato il lavoro per qualche ora e quelli che hanno chiuso i libri per qualche giorno. Ci sono incomprensioni ma anche risate, c’è qualche lite ma anche tanti abbracci. Ci sono i ragazzi del gruppo giovani che provano le mille emozioni della prima emergenza. E poi ci sono i figli dei volontari che si addormentano solo quando torna il papà a casa e ci sono i figli dei volontari che hanno imparato a dire “OK ricevuto” alla radio, anche se ancora hanno solo 5 anni.

Un racconto di Lucia Baiunco sull’emergenza di queste settimane:

“C’è bisogno” di sale, ma senza mani che lo spargono non abbiamo cosa farcene!
“C’è bisogno” di sollevare dei grossi rami fatti cadere dal peso della neve, ma senza braccia è impossibile!
“C’è bisogno” di portare le medicine e il cibo ad un anziana che è rimasta bloccata in casa!
Ad un certo punto c’è stato anche il bisogno di riposarsi un po’ e ciò che resta di questa emergenza è l’immagine di due ragazzini: Paolo e Angelo, che sono rimasti con noi per tutto il tempo dell’emergenza, vigili e svegli in sala operativa, bravi a rispondere come noi “grandi”. Simone, Giuliano e Federico che non si sono allontanati un attimo: hanno fatto compagnia ai volontari più grandi per accompagnare gli anziani a casa dai figli o per andare a comprare le medicine e il cibo.
Resta la vocina tremante di Samuele che parla per la prima volta via radio.
E Agnese che ha fatto da mamma e guida a tutti loro, insegnando loro il senso di responsabilità nell’unico modo possibile: essendo responsabile!
La più piccola di tutti loro è Tiziana, ha cinque anni. Durante questa emergenza ha chiesto un paio di scarponi per fare quello che fanno Simone, Giuliano e Federico e anche lei ha pronunciato il suo primo “OK RICEVUTO” in radio. Si sveglia al mattino e, se c’è la neve anziché desiderare di fare un pupazzo di neve, dice “alziamoci che sicuramente in sede C’E’ BISOGNO”.

Penso che un ringraziamento particolare va ai genitori di questi ragazzini. Grazie perché si fidano di noi, della nostra struttura in cui i loro figli trascorrono intere giornate educati alla cultura della prevenzione, che è l’unica cosa che può formare dei “cittadini attivi”.

Grazie a loro che sperano nella chiusura delle scuole per trascorrere più tempo ad aiutare se C’E’ BISOGNO.

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